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Parti d’istinto

La parte del mio istinto che m’avvisa quando ormai è troppo tardi ha l’aspetto di una sagoma nera, riconoscibile dal bagliore della sua sigaretta elettronica che distribuisce vapore e aroma di caramello.

“Te la sei cercata” mi dice.

“Ero giovane e immaturo” rispondo.

“Era settimana scorsa” stoccata e affondo.

“Non hai idea di quanto si maturi in una settimana” al muro mi difendo.

Quattro giorni fa mandavo a L un messaggio.

E lui effettivamente mi ha portato due libri. Uno piccolino, di una giapponese, bellino, letto in due sere. L’altro, al contrario, 400 pagine e un’aura terrificante.

Vedo Leone il giorno dopo “ti ho portato due libri, uno di una giapponese, l’altro fa paura. Non sono riuscito a leggerlo” mi dice.

“Ho sfogliato e visto qualche titolo, effettivamente fa paura” rispondo io.

“Sono le immagini a fare veramente paura” rincara.

“Se credi in me al punto da prestarmi questo libro, allora posso farcela”.

Però niente, adesso sono rannicchiato in un angolo e sto imbrattando il cellulare di lacrime. Fa troppa paura.

Storia romanzata di come ho ottenuto due dei libri descritti qui, recuperata da un Google Docs che ora posso buttare senza timore.

Lawrence d'OrobiaParti d’istinto

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