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Il Sentierino coast to coast, puntata #0 – Pilot

Sarà che alla fine, a me, sta iniziativa del Sentierino piace. Passo indietro: prima i disclaimer. Premesso che ci ho lavorato un po’ anche io (ero sotto, in sala macchine, capotecnico, capomastro, ad urlare a gente nera di fuliggine che bisognava spalare più HTML in quel contenitore web per tenerlo a regime), premesso che in generale io capisco molto poco, so ancora meno, non ho nulla contro il sistema bancario, sindacale, vado a votare (non a Bergamo comunque), ma sempre con estrema umiltà, ringrazio tutti, indistintamente. Ecco, mica che poi i poteri forti mi censurino.

Dicevo: mi piace. Non perché sia bello di per se, ma perché il risultato è sufficientemente pulito ed essenziale da invogliare a sporcarlo e riempirlo. A Bergamo, tra Sentierone, Chiostro di Santa Marta e Piazza Dante hanno messo una serie di pannelletti con storiella ermetica di personaggio storico bergamasco. Durante l’inaugurazione ho poi imparato che quei panelletti vanno chiamati orbite. Da essenziale (pannello illustrativo) a concetto riempito (orbite, pianeti, universi, parti anatomiche). Sempre lì, all’inaugurazione, dal fondo della sala, osservando tutto questo riempire, mi sentivo rincuorato. Rincuorato perché il mio bisogno di riempire lo sentiva anche qualcun altro. Poi ognuno riempie a modo suo. Io, ad esempio, sempre all’inaugurazione, ho pensato che stazioni numerate e consecutive si potessero naturalmente associare alla via crucis e pensavo a quali potessero essere i personaggi da pregare e a come pregarli. Che poi, boh, quando tiri in ballo l’altissimo e connessi, causi sempre ilarità, ma la cosa è piuttosto seria.

Piuttosto seria, si, perché, sulle orbite, di informazioni ce ne sono poche. Quando ci sono poche informazioni le persone tendono a crearsene altre: avere più informazioni dà sicurezza, non importa la fonte. L’ho imparato facendo scherzoni: da una o due informazioni di base, le persone si creano una storia vera e propria, credibile soprattutto perché nata già nella testa di chi deve crederci. Da poche informazioni essenziali si può creare il mondo, e pure l’idea della via crucis risulta credibile. O del corteo funebre che se ne va in giro seguendo un’attrice. O della comitiva turistica che trova morbosamente interessante quell’albero specifico sul Sentierone. Insomma: qualsiasi risposta, qualsiasi costruzione, qualsiasi riempimento non solo è lecito, ma è anche tremendamente interessante. Quindi, in tutto questo, la parte migliore del Sentierino sono e saranno le reazioni delle persone. Per questo il mio primo pensiero, la prima cazzata che mi è venuta in mente, mentre mi trovavo per la prima volta davanti a un’orbita montata a metà, prima dell’inaugurazione e delle conferenze stampa, è stata: facciamo dei video. Reaction video. Intervistiamo della gente a caso, intervistiamo i personaggi più improbabili e chiediamo loro del Sentierino. Anzi: li avrei fatti io quei personaggi improbabili. Il giovane, l’anziano, il sindacalista, il kebabbaro. Ognuno avrebbe avuto qualcosa da dire sul Sentierino, ognuno avrebbe riempito a modo suo. Era venerdì, pausa pranzo, tornando in ufficio con i colleghi provavo i personaggi. Il lunedì successivo ci ha pensato Giorgio Gori a farsi il video e a pubblicarlo. Maledetto.

Ed è un processo infinito, perché sulla tua costruzione lecita e magari interessante, parte a costruire qualcun altro. Racconto tutto a G, che immediatamente ci vede guerrilla marketing e canali social. Ancora di più ammiro L, che ha costruito, poi scomposto, poi riscritto, poi riassunto, poi riscritto ancora probabilmente, e infine ricostruito di nuovo tirando in ballo sentimenti e puttane. E quindi, niente, Sentierino Coast to Coast (abbr. Sentierino C2C). Gori, sta attento, perché se mi inculi anche questa idea vengo a cercarti.

Lawrence d'OrobiaIl Sentierino coast to coast, puntata #0 – Pilot

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