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La Redenzione del Samurai, le Storie Bonelli #2

Dicevo: L mi ha prestato un botto di fumetti, tra cui i primi cinque numeri de Le Storie Bonelli. La prima era il Boia di Parigi, questo è il secondo. Nuovo albo, nuova storia: nuova ambientazione, nuovi personaggi, tutto nuovo. Stavolta siamo in Giappone e ci sono dei samurai che combattono altri samurai. Figo.

Il Giappone incuriosisce tipo chiunque, in particolare per la storia. Samurai, Ninja, Harakiri, Monte Fuji, Mele Fuji, Goku: insomma ce n’è per quasi tutti i gusti. I paesaggi del fumetto sono davvero spettacolari: un Giappone innevato, coperto di foreste, rurale, senza scrupoli.

Un allievo insegue il suo maestro, un samurai che si è macchiato di un delitto e ora deve uccidersi se vuole mantenere l’onore. Per una qualche fissazione nipponica anche l’onore dell’allievo è legato a quello del maestro. Ritrovarlo è tipo una missione, non portarla a termine significa disonorarsi. L’unico problema è che di tutta quanta la storia qualcosa non è chiaro: come ha fatto un samurai saggio e onorevole a macchiarsi di un delitto tanto efferato da meritare la morte? Quali forze sono in gioco, chi sta tradendo chi, chi è quel vecchio pazzo indifeso che se ne fotte dei predoni?

Storia con tante domande, ma con altrettante risposte: la maggiore delle quali un po’ scontate o già viste. In poche parole la storia non è granché, soprattutto rispetto a quella della prima Storia. Ammiro la voglia degli autori di mettersi in gioco con una civiltà lontana e difficile da comprendere come quella giapponese, ma dalla sfida ne è uscito meglio il disegnatore che l’autore. Il tratto europeo per descrivere la fisionomia asiatica risulta un piacevole ossimoro, coronato, come dicevo, da ambientazioni fantastiche e mozzafiato.

Poi tre stronzi, di cui uno ultraottantenne, uccidono un mezzo esercito e a me passa un po’ la poesia.

Lawrence d'OrobiaLa Redenzione del Samurai, le Storie Bonelli #2

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