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La Rivolta dei Sepoy, le Storie Bonelli #3

Parlando de Il Grande Belzoni ho detto che non si può non rimanere affascinati dalle imprese avventurose dal sapore romantico che si sono svolte tra il 1700 e il 1800. Ecco, è quasi vero. Nel senso che a me lo scenario indiano lascia un po’ così così. Sandokan non mi è mai andato a genio e anche La Rivolta dei Sepoy non mi ha fatto impazzire.

La Rivolta dei Sepoy è di fatto una storia d’amore tra un’europea e un mezzo indiano, con annessi i relativi genitori, parenti, storie varie. Sullo sfondo proprio la rivolta dei Sepoy. Quest’ultimi non erano altro che soldati autoctoni al servizio degli inglesi. Venivano pagati, ma erano comunque trattati da persone inferiori: per esempio non potevano fare carriera, rimanendo relegati a soldati semplici tutta la vita.

Motivo della rivolta? Dei nuovi fucili Enfield e le nuove cartucce, che per essere utilizzate andavano aperte con un morso. Il problema è che realizzarle veniva usato del grasso, grasso che non poteva essere di bovino o di suino. Niente suino perché sarebbe stato contro le credenze dei sepoy musulmani, niente bovino perché i restanti sepoy erano hindu. Gli inglesi, furboni, nel tentativo di non mostrarsi troppo permissivi nei confronti dei loro sottoposti, invece di produrre le cartucce con qualche altro tipo di grasso, si rifiutarono di rivelare il processo di produzione. Gli indiani la presero con un sotterfugio per costringerli alla conversione (ipotesi nemmeno troppo assurda) e iniziarono a organizzare la rivolta.

Questo il contesto storico. La vera storia è quella tra una nobile inglese e un ragazzo bastardo mezzo indiano, il cui padre se la spassava con le donne indiane. Amore ovviamente impossibile, soprattutto a causa del matrimonio combinato a cui sarebbe costretta la ragazza. Matrimonio organizzato dal padre di lei, con un ufficiale dell’esercito in cui milita anche il padre del mezzo indiano di cui sopra. Insomma, un bel casino. Che si unisce al casino di una rivoluzione. Bellino, ma purtroppo a me questa ambientazione proprio non va a genio.

Lawrence d'OrobiaLa Rivolta dei Sepoy, le Storie Bonelli #3

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