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Mausoleo di Mao Zedong in Piazza Tienanmen (Pechino)

Allora, partiamo da un presupposto, ovvero che io di gente imbalsamata, prima di Mao, ne ho vista poca. A dire il vero, e un po’ me ne vergogno, l’unico cadavere del genere che ho visto è stato quello di Padre Pio. E poi quest’anno Mao, nel suo mausoleo. Quindi chiedo scusa ma come recensore di personaggi imbalsamati sono ancora un principiante.

La prima cosa a cui deve stare attento colui che intende andare a vedere le spoglie mortali di Mao è che il mausoleo è aperto solo quattro ore al giorno, ovvero dalle 7 alle 11 (a parte due giorni all’anno, corrispondenti alla data della sua nascita e della sua morte, in cui è visitabile quasi tutto il giorno). La motivazione è, da quanto ho capito, che devono tenerlo congelato il più possibile.

Seconda cosa: per entrare nel mausoleo bisogna passare più controlli che in aeroporto. Già per entrare in Piazza Tienanmen bisogna far passare eventuali borse o zaini nei raggi X, più metal detector a discrezione della security. All’interno del mausoleo vero e proprio non è proprio possibile portare zaini o borse, che vanno lasciati a qualcuno che resti fuori o messi in una cassetta a pagamento. All’ingresso c’è un cordone per fare la fila (io per fortuna ho trovato poca gente), che porta a un ulteriore controllo sicurezza: metal detector a varco e poi guardia che ti fa passare il corpo. In alcuni casi viene richiesto il passaporto, io l’avevo con me ma non me l’hanno controllato.

Attenzione perché all’interno del mausoleo è severamente vietato fare foto ed indossare cappelli (anche per motivi di rispetto). L’edificio è un cubone piuttosto granitico, con colonne quadrate e il tetto che risale agli angoli, a ricordare il classico stile cinese. Guardandolo senza saperne niente potrebbe ricordare un qualche edificio fascista: qua siamo dall’altra parte delle idee politiche, ma la necessità di trasmettere grandezza, potenza e solidità sempre quella è. Sia sul fronte che sul retro quattro statue di gruppi di persone celebrano ogni tipo di lavoratore, purché sia appunto in gruppo con altri lavoratori e si esibisca in una posa epica da leader o almeno spinga da dietro con l’intento di simboleggiare l’avanzamento del partito, del popolo, della Cina tutta, facciamo del mondo comunista in generale.

Tra il controllo sicurezza e l’entrata del mausoleo c’è un piccolo negozietto in cui volendo si possono comprare dei fiori gialli da lasciare di fronte alla statua del Quattro Volte Grande. Questa statua, credo in granito, si trova nella prima sala dell’edificio (molto alta come tutte le altre sale): sullo fondo un enorme dipinto di un paesaggio cinese verdeggiante, ai lati piante da appartamento di diverso tipo, tutte belle ordinate. Nel mezzo della sala una sorta di lungo offertorio in cui lasciare i fiori gialli di cui sopra.

Da entrambe le uscite della prima sala si accede a una corridoio che porta alla camera principale. Divisi ordinatamente in due file (quella destra e quella sinistra) i visitatori passano ai lati della salma. Non ci si può fermare più di tanto, ma anzi, viene fatto mantenere un certo ritmo di sfilata. Al centro della sala c’è una prima teca, che ricorda vagamente un rettilario molto grande: una camera di vetro a forma di T, al cui interno c’è una vasca poca profonda con ninfee. Nel mezzo dello stagno un parallelepipedo solido su cui poggia la bara di cristallo vera e propria. All’interno il corpo di Mao, vestito con il tradizionale abito grigio e coperto dalla bandiera rossa con falce e martello oro. Il colorito un po’ spento.

Stanza successiva, relativamente piccola, che fa da uscita. Subito fuori il mausoleo due file di negozietti che vendono ogni tipo di souvenir Mao-branded: piatti, bicchieri, immaginette, santini, collane, un po’ di tutto insomma. Proprio come per Padre Pio.

Lawrence d'OrobiaMausoleo di Mao Zedong in Piazza Tienanmen (Pechino)

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