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Sting ad Assago Summer Arena (Milano), concerto 2016

Spesso fa bene assecondare le passioni di altre persone e lasciarsi trasportare dal loro entusiasmo per quell’autore, quell’hobby, quel cantante. Per questo quando M mi ha proposto di andare a vedere Sting ad Assago lo scorso luglio ho accettato senza pensarci troppo.

Non posso dire che Sting sia il mio cantante preferito. Lo apprezzo, soprattutto nel suo periodo Police, ma di certo non mi strappo i capelli. Tra l’altro ora che scrivo mi viene in mente che un Natale mi hanno regalato un profumo la cui boccetta era a forma di teschio con scritto Police. E tra l’altro, mentre scrivo questo aneddoto, realizzo che probabilmente questo marchio non ha nulla a che fare con la band di cui Sting faceva parte (ho controllato su internet e no, non centrano nulla). Comunque dicevo: Sting non è nelle playlist che ascolto più spesso su Spotify, ma ho risposto ad M che un suo concerto mi sarebbe piaciuto vederlo. Dietro c’è anche una motivazione che riguarda in qualche modo un favore da ricambiare: l’anno scorso io ho convinto M a venire con me a vedere i Deep Purple, quindi mi pareva carino accettare.

Era aprile e i biglietti avrebbe dovuto comprarli lei. Però per qualche motivo al circuito di carte di credito che usa TicketOne non piacciono molto le carte francesi, quindi anticipo io. Facciamo l’ordine in tempo per avere i Fan Ticket, che sembra una cazzata ma fa piacere. Si tratta di biglietti un po’ più fighi di quelli soliti gialli di TicketOne, con la stampa della locandina del concerto e la parte da strappare molto più stretta del normale. Io poi i biglietti li incornicio, quindi ‘sta trovata di marketing mi colpisce in pieno.

Alla fine siamo solo io e lei del solito gruppo: prendiamo la sua Panda e partiamo con notevole anticipo. Anticipo che ci permette di cenare a Milanofiori. In qualche modo gli eventi precipitano e vengo trascinato anche dentro Zara e a un paio di negozi di abbigliamento per bambini dal nome strano, nei quali bisognava cercare un costume (integrale) da 6 anni per una bambina di 4 con una commessa che comunque assicurava che i loro costumi vestivano piccoli. Non ci ho capito molto, lo ammetto. So solo che questo costume non è stato trovato.

Panino e poi ci avviamo al ponte pedonale, quello che parte dalla stazione della metropolitana e porta all’entrata del Forum di Assago. Il concerto di Sting non è stato proprio dentro al Forum, ma in un nuovo spazio estivo: Assago Summer Arena. Questo spazio, che credo sia recentissimo, è all’aperto, a lato del Forum. Si compone di una platea e di alcuni palchi (che credo siano a gradoni, ma non ho visto bene). Noi eravamo in platea, che per il concerto di Sting era composta interamente da posti a sedere. La scelta di fare solo posti a sedere non l’ho capita molto: forse si aspettavano un pubblico mediamente su di età, che poi poverini fanno fatica a stare in piedi tutto il tempo. O forse gli organizzatori hanno pensato che Sting in fondo si può considerare musica noiosa, ricercata, che bisogna essere seduti per apprezzarne le sfumature e tutto il resto. Le sedie, in questa Summer Arena, sono tutte alla stessa altezza, che rende un po’ complesso anche vedere. Però poco male: dalla metà del concerto in poi hanno cominciato ad alzarsi quasi tutti e problema risolto.

E qui sta la magia di assecondare le passioni degli altri: M era davvero eccitata. Livello gridolini da tredicenne davanti agli One Direction. Va bene, non proprio così tanto, ma quasi. Però non ci stava più dentro, questo si. Tanto che si rivolgeva a me parlando in francese: io per cortesia sorridevo e annuivo, anche perché la risposta più sensata che sarei stato in grado di dare sarebbe stato qualcosa tipo Champs-Élysées o Rien ne va plus. Si lascia trasportare e la cosa mi fa piacere, tanto che parte di quell’entusiasmo passa anche a me. Qualche canzone tra l’altro la so, che poi sono quelle che sanno tutti: Every Breath you Take, So Lonely, Message in a Bottle, Englishman in New York. Cioè in pratica tre quarti della scaletta. M quasi piange, si sbraccia, canta o canticchia qualsiasi cosa, comincia a lamentarsi che è già finito tre canzoni prima della fine. Uscendo vuole anche la foto vicino al poster di Sting.

Quindi gran bella esperienza, come era lecito aspettarsi da un pietra miliare della musica come Sting, sia in qualità di solista sia considerata l’eredità che gli hanno lasciato i Police. Tornando a casa ascoltiamo l’album Brothers in Arms dei Dire Straits, album nel quale c’è una tra le mie canzoni preferite: Money for Nothing. E faccio caso per la prima volta che quella canzone è feat. Sting.

Lawrence d'OrobiaSting ad Assago Summer Arena (Milano), concerto 2016

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