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Perché Bandersnatch è completamente diverso da un librogame

Netflix pubblica un episodio di Black Mirror interattivo, in cui puoi fare delle scelte che modificano la storia, e la gente impazzisce. Divisi tra quelli che schifano il dover tenere il mouse a portata di mano e quelli che invece vedono nell’interattività il futuro delle serie televisive, quasi tutti i commentatori sono d’accordo su una cosa: il modo più veloce per spiegare cosa è Bandersnatch è paragonarlo a un librogame. Sbagliato.

Ve lo hanno detto quasi tutti ormai, ma non è la prima volta che viene proposto un metodo per fruire di uno strumento solitamente lineare, come un libro o un film, in maniera interattiva (e quindi non lineare). E da questo punto di vista il librogame è davvero un buon esempio. In sostanza tu vai avanti leggendo o guardando e ogni tanto ti vengono fatte domande, la cui risposta influisce sulla storia. In un libro salti da una pagina all’altra in base a quello che ti viene detto, un videogioco o un film come Bandersnatch procede per altre strade come se nulla fosse.

Nei videogiochi la cosa è piuttosto ovvia, abbiamo fatto tutti delle scelte, soprattutto negli RPG. I videogiochi che più si avvicinano a quello che ha fatto Bandersnatch sono i vari lavori di Telltale Games (pace all’anima sua), che erano effettivamente delle storie interattive e poco più. Nella maggior parte però le scelte erano piuttosto inutili, la storia procedeva più o meno come prima, un personaggio al posto di un altro, se proprio un broncio o un sorriso. Insomma: alla fine godevi la storia, ma se pensavi alle sole scelte ti sentivi un po’ preso per il culo perché di fatto di scelte non ce n’erano. Il finale era quello e lì, per una via o per l’altra, venivi portato.

Netflix ha dimostrato interesse per la cosa, tanto che collaborazioni erano già in atto. Anche in Italia è stato pubblicato, proprio su Netflix, un gioco di Telltale Games (Minecraft, schifato dopo tre scelte). In sostanza Netflix e Telltale hanno percorso la stessa strada partendo dai due opposti per incontrarsi nel mezzo: Netflix dalle serie verso i videogiochi; Telltale dai videogiochi verso le serie. Bandersnatch è nel mezzo.

Piccola digressione, circa: a me Bandersnatch è piaciuto, ma sta in piedi solo perché è tremendamente meta. Dentro un’altra serie, un altro film, sta cosa delle scelte non sarebbe così potente. E probabilmente porterebbe agli stessi problemi di Telltale: a scelte che non sono scelte. Bandersnatch ci gioca su questo e tutta la storia si basa su scelte non scelte e sul domandarsi chi sia a fare le scelte al posto nostro. Funziona, ma solo perché è meta.

Torniamo a noi. Netflix è una startup tecnologica, e come tale sa che i dati sono molto importanti. Questa è la differenza principale tra Bandersnatch e i librigame: gli autori di un libro non possono avere statistiche su quali scelte i loro lettori abbiano fatto. Telltale poteva farlo, e lo faceva, tanto che alla fine di ogni episodio una schermata ti mostrava le tue scelte e statistiche su quelle degli altri giocatori. Il punto è che le statistiche hanno valore solo quando sai come leggerle e sfruttarle. Telltale non ha saputo farlo, e probabilmente non aveva nessun motivo per farlo. Per un’azienda di videogiochi sapere quali scelte fanno i giocatori che valore può avere? Permette di fare giochi migliori? No. Semmai ha permesso qualche tweak, ma non riesco a immaginarmi casi in cui statistiche sulle scelte in un gioco Telltale abbiano potuto migliorare il gioco successivo. Tra l’altro quelle statistiche erano a disposizione di tutti, forse lo sono ancora, indice che per la stessa Telltale non avevano grande valore al di fuori di simpatica parentesi per gli stessi giocatori.

Per Netflix è tutt’altra storia. Un film con delle scelte può dare moltissime informazioni su cosa i telespettatori vogliono o si aspettano (o non si aspettano). Qualche tempo fa leggevo che Netflix dà suggerimenti a scrittori e registi basandosi sul proprio algoritmo. Niente di più facile. Con Bandersnatch è tutto un altro mondo. Bandersnatch può essere paragonato a un focus group fuori scala. Il sogno bagnato di ogni data scientist californiano. Non sono se l’interattività sarà il futuro di Netflix (non credo), ma sicuramente nel breve periodo renderà migliori (dal punto di vista di mercato se non altro) le produzioni originali.

Quindi ecco il paragone corretto. Bandersnatch non è l’evoluzione dei librigame, è l’evoluzione dei focus group. O forse è solo Black Mirror che mi rende paranoico.

Lawrence d'OrobiaPerché Bandersnatch è completamente diverso da un librogame

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