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Machinarium

Ho provato a risalire alla data in cui ho incontrato per la prima volta questo gioco, ma non ci sono riuscito. Mi ricordo che mi ero innamorato già dei primi screenshot, per il loro sapore steampunk e molto umano, nonostante quel mondo, il mondo di Machinarium, fosse popolato solo da freddi robot. Probabilmente è stato questo contrasto a suggerirmi, qualche anno dopo, la linea da tenere con Exp0 su CTRL. Recentemente, complice la sua comparsa su Steam, ci ho rigiocato.

Si tratta di un’avventura punta e clicca, di quelle in cui devi risolvere puzzle e minigiochi per andare avanti. La trama è di per se molto semplice, quasi da cliché, ma di quei cliché che non stancano mai. Il protagonista, decisamente sfigatino, sfigatino al punto che viene buttato in una discarica, deve fare del suo meglio per salvare la sua amata dal cattivone di turno che la tiene prigioniera. Una sorta di ascesa verso l’oggetto del desiderio, operazione a cui noi videogiocatori siamo abituati dai tempi di Super Mario.

In questo l’ascesa non è solo metaforica (dalla discarica alla robottina di cui il protagonista è innamorato), ma anche fisica: dalla discarica in periferia, ma mano si risale quella strana città, passando dai canali, al bronx, alla piazza principale fino al palazzo che la sovrasta.

Steampunk, sporco, arrugginito, storto. Questo mondo che dovrebbe essere futuristico perché popolato da robot, è l’esatto contrario di quello che ci si aspetta. Disegnato, letteralmente dipinto. Strano e malinconico. Robot che provano cose? Già visti. Robot che fanno provare cose? Argomento già meno trattato. Il tutto senza dire una parola: le narrazioni più complesse sono affidate a pensieri in vignetta, che si dimostrano in grado di trasmettere tutto ciò che avrebbe fatto una frase. O forse anche meglio. E senza la necessità di essere tradotti.

Machinarium è stato sviluppato da Amanita Design, una software house della Repubblica Ceca. Dopo questo primo titolo, ne hanno rilasciati altri: sono riusciti a mantenere la stessa atmosfera in tutti i titoli che ho giocato. Provateli su Steam, meritano davvero. E tra l’altro proprio a Machinarium hanno aggiunto di recente gli achievements.

Se poi rimanete impanati, qui una guida per finirlo.

Lawrence d'OrobiaMachinarium

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