Blog

Vinicum: recensione di quella volta che ho comprato vino online

L’anno scorso sono stato in un’enoteca a Suvereto (Livorno) per cercare una bottiglia di Vin Santo da portare ai miei colleghi insieme ai cantucci. Mi ero trovato molto bene, quindi quest’anno ci sono tornato. Stavolta è andata molto peggio e ho comprato il vino online, su Vinicum.

Non vado spesso in enoteca. Anzi, credo di essere stato in tutto in due enoteche. La prima volta è stato a Lisbona: cercavo, con molto poca originalità, del Porto. Mi sono trovato benissimo perché il ragazzo, simpatico e giovanissimo, me l’ha raccontata un po’, mi ha mostrato le varie fasce di prezzo, mi ha consigliato una cantina in particolare e me l’ha pure fatto assaggiare. Insomma: una bella esperienza. Il senso della vendita al dettaglio nell’era di internet dovrebbe essere proprio basato sull’esperienza d’acquisto. Non sull’oggetto dell’acquisto. Porto Ruby di un’azienda chiamata Romariz. Eccezionale.

La seconda volta: Suvereto. Come dicevo qui cercavo del Vin Santo. Lo so, ho dei problemi con l’originalità. Anche qui il ragazzo che mi consiglia è giovane e sembra sul pezzo. Anche lui mi racconta il possibile, tra cui un grande avvertimento: il Vin Santo è protetto e in giro trovi un sacco di cloni che Vin Santo non sono. Come il parmesan americano per intenderci. Vino Santo? Falso. Vino del Santo? Falso. E così via. Insomma, il Vin Santo si può considerare tale solo se c’è anche la siglettina DOC. La scelta che mi propone non è immensa, vado per l’unica bottiglia da 750cl. È un Vin Santo del Chianti Classico Occhio di Pernice, prodotto dalle Fattorie Melini. 1998. Mi è piaciuto un sacco, tanto che una mia amica è andata a Suvereto qualche mese dopo e gli ho chiesto di portarmene una bottiglia. L’avevano finito.

Vin Santo del Chianti Fattorie Melini

L’oggetto del desiderio

Piuttosto ottimista ci torno quest’anno, con l’idea di prenderne almeno due bottiglie. Il tipo di turno all’enoteca non è lo stesso dell’anno scorso. Sugli scaffali non vedo il Vin Santo delle Fattorie Melini che stavo puntando, quindi chiedo a lui. “L’anno scorso sono stato qui e ho preso del Vin Santo delle Fattorie Melini, ne avete ancora?” chiedo. Nella testa del buon venditore, una domanda del genere, penso, dovrebbe far scattare almeno due avvisi. Primo: cliente soddisfatto che ritorna, bisogna trattarlo bene. Secondo: la volta scorsa ha preso un vino di fascia alta, rimaniamo lì o proviamo ad alzare l’asticella. Invece no. Senza troppa voglia mi indica una bottiglia in vetrina (troppo piccola per i miei scopi) e un’altra su uno scaffale, che mi dice essere più commerciale dell’altra. Quest’ultima a 8 euro, contro i 20 circa che avevo speso l’anno prima. Non troppo convinto ne prendo una sola bottiglia e me ne esco. Faccio il giro del paese per capire se magari le altre due enoteche sono più fornite, ma niente: tutte chiuse.

Un po’ deluso, tornando a casa, scopro Vinicum

Durante il viaggio di ritorno cerco il Vin Santo delle Fattorie Melini su internet. Scopro che è possibile comprarlo anche online, non sul sito dell’azienda, ma su un ecommerce specializzato in vini: Vinicum. Prezzo? Poco meno di 18 euro. Spedizione? In due giorni e per giunta gratuita se si spendono almeno 60€. Dal mio smartphone ne prendo immediatamente 4 bottiglie, pago con PayPal e faccio consegnare in ufficio. Era un mercoledì, tardo pomeriggio, e sono state consegnate il venerdì successivo, primo pomeriggio. In sostante sono arrivare in ufficio prima che io tornassi dalle vacanze.

Tra l’altro la sera stessa del doppio acquisto, in enoteca e su Vinicum, controllo meglio la bottiglia e scopro che mi ha rifilato una cosa che Vin Santo non era. Era si un vino liquoroso, ma chiamato Sant’Elmo. Che tra l’altro poi ho trovato in qualsiasi supermercato. A un prezzo minore. D’accordo: avrei dovuto prestare maggiore attenzione, ma se vado in enoteca e chiedo una cosa specifica mi aspetto che mi venga presentata quella cosa. O almeno di essere avvisato delle differenze.

Vinicum dal canto suo fa più fatica a consigliarti le cose, nel senso che non ci si può aspettare una chiacchera su cosa è meglio e cosa no. Ma se si ha già in  mente cosa comprare credo sia la scelta migliore. Spedizione veloce, pagamento sicuro e comodissimo. Persino il pacco era perfetto, con le bottiglie ben protette e la scatola in perfette condizioni (credo spediscano da Verona), con tanto di logo Vinicum su due lati.

Lawrence d'OrobiaVinicum: recensione di quella volta che ho comprato vino online

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.